| Horror
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Come si riconosce?
Il genere horror si caratterizza per proporre un campionario di immagini e di situazioni così soprannaturali ed estreme da procurare allo spettatore emozioni visive scioccanti. Denominatore comune dei film horror è il contrasto che si stabilisce tra Bene e Male all’interno dell’animo umano. Più precisamente l'horror nasce per dare un volto agli aspetti più spaventosi della psiche dell'uomo e per indagare sulle fobie, le paure e le ossessioni che li hanno generati. Il genere, cioè, rimarca come, in ogni uomo, accanto ad aspetti razionali e sensibili, convivano forme di terrore e di angoscia che hanno un'origine assolutamente irrazionale e, quando si manifestano, presentano connotati orrorifici ed esagerati. All’interno del genere horror viene solitamente individuato un sottogenere definito splatter o gore-movie. Questo sottogenere è riconoscibile dal fatto che l’elemento narrativo viene quasi completamente svuotato, mentre diventano preponderanti le situazioni terrificanti, gli effetti sanguinolenti, le immagini spaventose, stilizzate però al punto da farle apparire esteticamente perfette. Un’ambientazione tipicamente splatter tratto dal film Hostel (2006) di Eli Roth, dove l'effetto sanguinolento diventa l'elemento su cui poggia l'intera inquadratura. ![]() Come si realizza? Esiste in ogni uomo una parte nascosta, oscura, inconfessabile. Così come esiste nella realtà quotidiana un aspetto deviato, irrazionale, mostruoso. Il cinema horror ha come scopo di filmare questi momenti nascosti, di farli apparire nella loro dimensione più orrorifica. Non per questo il genere necessita di budget consistenti: l'horror è tradizionalmente un genere povero, per molti anni anche snobbato dalle grandi case di produzione cinematografica. La sua forza è tutta in una messa in scena rigorosa, studiata per suscitare emozioni di paura e disgusto nello spettatore. A questo scopo fa ricorso a tutto un campionario di personaggi-mostri, a personificazioni deformi, mostrate a volte in chiave simbolica e metafisica a volte in maniera reale e terrificante. Ma non è tutto; l'horror infatti dispone di un ricco campionario di trucchi, di inquadrature, di situazioni create appositamente per rendere la visione tutt'altro che tranquilla. I luoghi in cui sono ambientati i film, per esempio, sono cupi e tetri, spesso caratterizzate dal ricorso a luci di taglio, che creano ombre lunghe e inquietanti. Ma in generale lo spazio scenico di un film horror è quasi sempre dominato dal buio o da luci molto tenui. Anche le scene in esterno si svolgono soprattutto in notti buie o appena illuminate da luce lunare. Pure il sonoro contribuisce a creare atmosfera, a far stringere allo spettatore i braccioli della poltrona. All'interno di una qualunque situazione, anche la più normale, c'è spesso un rumore, come per esempio un cigolio sinistro, un ticchettio ripetitivo, un tonfo improvviso, la cui fonte è sempre esterna all'inquadratura, nel senso che chi guarda il film non ne conosce l’origine e quindi non riesce a giustificarlo. Spesso poi tra il soggetto inquadrato e la macchina da presa viene inserito un oggetto che ha come unica funzione di impedire allo spettatore di osservare chiaramente la realtà. Può succedere, per esempio, che il protagonista del film osservi dalla finestra e che scorga un uomo avanzare, ma non ne riesce a seguire tutti gli spostamenti perché c'è ora un albero, ora un'auto, ora un gruppo di persone che lo fanno scomparire per qualche istante. E quasi sempre, se lo perderà di vista per qualche secondo in più, è molto probabile che lo vedrà apparire alle sue spalle, più minaccioso che mai. Quali personaggi utilizza? L'horror è un genere che introduce all'interno di una quotidianità comune, una serie di elementi mostruosi, difficilmente giustificabili, che però traggono origine e giustificazione proprio in quel contesto. Ecco perché i personaggi horror serve a mettere in guardia su noi stessi, a sottolineare come, accanto ad aspetti razionali e sensibili della mente, convivono forme di fobia, di terrore, di angoscia che hanno un’origine assolutamente irrazionale e quando si manifestano con connotati orrorifici ed esagerati. In quei momenti l’uomo non è più uomo, ma diventa qualcosa di simile a un animale, a una bestia, a un mostro. I personaggi del genere quindi sono in genere creature mostruose, come vampiri, zombie, lupi mannari, fantasmi, esseri indemoniati, scienziati impazziti. Spesso poi questi esseri mostruosi sono ispirato a storie e personaggi letterari, in particolare di romanzi gotici, come Dracula, Frankestein, la mummia, l'uomo invisibile. Molto frequente, poi, è il caso in cui l’essere mostruoso si trova a essere il doppio, l’alter ego di un essere umano normale e rispettabile, come nel caso tipico del Dottor Jekyll e di Mister Hyde. Tale rappresentazione di stessa persona con due volti contrapposti e in generale la convivenza nello stesso uomo di due caratteri antitetici è tra i caratteri fondamentali del genere. Diversi attori hanno impersonato Dracula nel corso del tempo, qui è interpretatato da Christopher Lee. ![]() In quali ambienti si svolge? L’horror fa ricorso ascenografie semplici, di regola poco spettacolari, quasi sempre realizzate all'interno di teatri di posa. L’ambiente privilegiato nei film è lo spazio chiuso e oscuro. Da questo punto di vista l’horror può essere definito un genere claustrofobico, chiuso all’interno di una casa, di un cimitero, di uno spazio posseduto da esseri demoniaci che non comunica con l’esterno e dove all’improvviso può accadere l’inverosimile. Spesso questo spazio è reso in maniera oggettiva. A volte invece diventa l'espressione del punto di vista di un personaggio e quindi lo specchio deformante della sua personalità, che trasfigura gli spazi o li percepisce in maniera alterata. Caso tipico in tal senso è quello dell'interno della casa vissuto dallo squilibrato protagonista come una specie di labirinto, fonte di ansia e preoccupazione, dal cui interno è impossibile rintracciare una via di uscita. Ugualmente esemplare è lo spazio in cui vive il killer deviato, il cui arredo ricchissimo di oggetti e di simboli, riflette il suo stato psichico ossessivo. Se il più delle volte lo spazio chiuso è quello in cui si manifesta il mistero, in altri casi diventa il luogo dell'assedio, di dimensione aggredita da elementi esterni incombenti. In questo caso, quindi, lo spazio scenografico diventa anche l'asse su cui poggia la narrazione, nel senso che l'intero film diventerà il racconto della resistenza di uno o più disperati di fronte ai continui assalti di esseri mostruosi. E per accrescere il coinvolgimento dello spettatore, la casa stessa assume una forma sospesa tra il consentire l’uscita e l’impedire l’entrata. Da qui l’estrema attenzione, in questo genere di film, a tutte i pertugi che collegano il dentro con il fuori, vale a dire porte, finestre, scantinati, canne fumarie, intercapedini. Molto ricorrente è pure la presenza, come arredamento, di oggetti-feticcio, vale a dire di oggetti che perdono le loro abituali caratteristiche d’uso assumendo quelle che il soggetto proietta su di esso. Ecco allora il campionario di statuette o di bambole minacciose che compaiono in tanti film horror, ma ecco pure i tanti specchi o superfici riflettenti, funzionali per ribadire il concetto di “doppio” particolarmente caro al genere.Sono numerosissimi pure i casi in cui, per rendere il senso incombente del Male rispetto alla quotidianità del Bene, si utilizzano i sotterranei della casa (cantine, ripostigli segreti, taverne) dai quali, all'improvviso, giungeranno figure misteriose. Infine, è anche da segnalare come, molte scenografie horror, siano state mutuate dai videogames. Così, giochi come Resident Evil (2002) e Silent Hill (2006) sono stati trasformati in veri e propri film. Alcuni link utili: Hostel (2006); Le colline hanno gli occhi (2006); L'esorcista (1973); Frankenstein (1931). |
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| 22/10/08 | |