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La colonna sonora

Che cos’è?

La colonna sonora, dal punto di visto tecnico, è la parte di pellicola sulla quale vengono incisi gli elementi sonori del film, cioè parole, rumori, musica. Le parole coincidono con i dialoghi pronunciati dagli attori e, in alcuni casi, con la voce narrante. I rumori, invece, sono tutti gli effetti sonori del film che contribuiscono a rendere maggiormente credibile ciò che mostrano le immagini. La musica, infine, è il motivo sonoro che accompagna lo scorrimento delle immagini.

Come si realizza?

Una colonna sonora è fatta principalmente di dialoghi. Questi possono essere registrati sia contemporaneamente alle immagini (e in tale caso si parla di presa diretta) sia in un secondo momento, attraverso un’operazione chiamata postsincronizzazione.

Le riprese di SMS, Sotto mentite spoglie (2007) di Vincenzo Salemme. I dialoghi, in questo caso, vengono registrati in presa diretta e a questo scopo viene utilizzato un grande microfono panoramico posizionato in modo tale da non entrare all’interno dell’inquadratura.



Quando però la registrazione dei dialoghi serve a tradurre la lingua originale degli attori in quella degli spettatori che seguiranno il film nelle sale, si parla di doppiaggio.
Per evitare il doppiaggio, in alcuni casi si affida la traduzione dei dialoghi ai sottotitoli e cioè didascalie scritte che compaiono nella parte inferiore delle inquadrature. Allo stesso modo, anche i rumori e gli effetti sonori possono essere registrati durante le riprese o sincronizzati in seguito. Ma la componente decisive della colonna sonora è costituita dalla musica che scorre insieme alle immagini. Il motivo sonoro può essere tratto da una composizione già esistente oppure realizzato appositamente per il film.

A che cosa serve?

La colonna sonora, pur non rappresentando una componente dell’immagine, ma soltanto un suo sostegno esterno, esprime comunque precise funzioni espressive. Tale sostegno può esprimersi in due modalità diverse, a seconda che la musica sia o meno coerente con le immagini. La coerenza può mostrarsi in vario modo. Un primo esempio è quello in cui la musica segue il ritmo della realtà, nel senso che gli elementi sonori del film coincidono con quelli visivi. È il caso in cui uno dei protagonisti suona un piano e di conseguenza si ascolta la musica prodotta da questa azione. Ma la coerenza può essere riferita anche all’ambiente o all’epoca storica in cui il film stesso si svolge: un film ambientato negli anni Sessanta, per esempio, potrà scegliere di usare brani musicali in voga in quel periodo.In altri casi invece la musica si disinteressa della coerenza con le immagini e smette quindi di assecondare le azioni mostrate nel film per interessarsi invece allo stato d’animo o più in generale al mondo interiore dei personaggi, fornendo un contributo alla loro caratterizzazione. Una musica veloce e ritmata, per esempio, può servire per esprime una condizione psicologica vivace di un personaggio. Una lenta e malinconica, al contrario, aiuterà a comprenderne lo stato d’animo rattristato.



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