| COMMEDIA
|
|
|
|
|
|
Come si riconosce?
La commedia è un genere cinematografico che si caratterizza per il tono spensierato e rilassante delle vicende raccontate e per la situazione narrativa prediletta, rappresentata dall’incontro amoroso. Ma la commedia, soprattutto, serve a sdrammatizzare, a infondere serenità e ottimismo, mostrando aspetti comuni della vita che riescono, magari dopo qualche difficoltà, a trovare una soluzione, un epilogo positivo. Ecco perché la commedia, a parte rare eccezioni, impone un lieto fine o, come si dice un happy end: la consapevolezza di un esito positivo finisce per acquietare lo spettatore e gli fa seguire con tranquillità e con aria divertita le difficoltà che immancabilmente i personaggi si trovano ad affrontare. Come si realizza? La commedia è costruita in genere come un percorso, come una sorta di scontro-confronto che oppone chi ama a chi non ne è ancora convinto, ma che nel finale prenderà coscienza del proprio sentimento. In altri casi la commedia prende in prestito gli schemi narrativi della favola. Così, l’incontro amoroso si trasforma nell’emancipazione di una donna di umili origini che si trova a sposare il principe azzurro, come una novella Cenerentola. Questo modello estremamente leggero si trova alla base di film come Sabrina (1954) di Billy Wilder. Si racconta della figlia di un autista di miliardari che viene corteggiata da entrambi i rampolli di famiglia, uno che appare sinceramente innamorato, l’altro almeno inizialmente preoccupato dal veder andare in fumo il matrimonio di interesse del fratello. Alla fine trionferà il vero amore. Audrey Hepburn e Humphrey Bogart in una scena di Sabrina (1954) di Billy Wilder. ![]() Situazione analoga si rinviene pure in Pretty Woman (1990) di Garry Marshall, in cui un ricco industriale, interpretato da Richard Gere, “affitta” una prostituta cui presta il volto Julia Roberts. Dopo averla frequentata, rivestita, introdotta nell’alta società, alla fine non potrà fare a meno di innamorarsene. Quali personaggi utilizza? Siccome lo sviluppo narrativo prediletto dalla commedia è l’intreccio amoroso, sostanzialmente i protagonisti del genere sono un uomo e una donna. Il più delle volte l’uomo svolge anche il ruolo di corteggiatore, impegnato a vincere le diffidenze di donne altezzose o scontrose. In suo aiuto, quasi sempre, interviene una situazione di difficoltà, per cui la donna spontaneamente va ad appoggiarsi all’uomo. Esempi illustri di questo modello sono Accadde una notte (1934) di Frank Capra in cui il giornalista Clark Gable si innamora dell’ereditiera viziata Claudette Colbert; Vacanze romane (1953) di William Wyler in cui il giornalista americano Gregory Peck si innamora di Audrey Hepburn, una principessa in vacanza nella capitale; Il ciclone (1996) di Leonardo Pieraccioni, in cui un giovane toscano riesce a convincere una più eccentrica ballerina sudamericana a vivere una vita normale in mezzo alle galline e ai girasoli, fatta di semplici sentimenti e di figli. Questo schema tradizionale, in cui l’uomo è il personaggio prevalente, a partire dagli anni Sessanta, da quando si è assistito a un mutamento dei costumi sociali e del ruolo femminile, viene capovolto. Nell’ultimo quarantennio, infatti, si sono realizzate commedie in cui è la donna ad essere dotata di maggiore concretezza e acume rispetto all’uomo. Esempi in donna concreta si trovano in French Kiss (1995) di Lawrence Kasdan, in cui Meg Ryan, nei panni di una ragazza americana giunta a Parigi per evitare il matrimonio del fidanzato con un’altra donna, si innamora di Kevin Kline, nei panni di un ladro che lentamente riuscirà a conquistare. Addirittura può anche succedere che la donna presenti una maturità tale da individuare come giusto lieto fine del film, non il suo matrimonio ma quello del suo «ex» con un’altra donna, in quanto riconosce in questo legame un’unione più sincera. È quanto accade per esempio ne l matrimonio del mio migliore amico(1997) di P.J. Hogan, interpretato da Julia Robert. In alcuni casi poi l’incontro/scontro tra i sessi viene ridicolizzato provando - come dire - a “mischiare le carte in tavola”. È quanto accade per esempio in A qualcuno piace caldo (1959) di Billy Wilder, in cui a subire le lusinghe di un miliardario innamorato è addirittura Jack Lemmon, travestitosi da donna insieme a Tony Curtis per sfuggire ad alcuni gangster. Ugualmente efficace è la trasformazione da uomo a donna del protagonista del film Nei panni di una bionda (1991) di Blake Edwards. La trama è divertente: un playboy impenitente, ucciso dalle sue tre amanti, viene costretto a reincarnarsi nel corpo di una donna e a essere così corteggiato da uomini messi in crisi dai suoi modi rudi e sbrigativi, tipicamente mascolini. Finora abbiamo parlato di vicende tra un uomo e una donna. Spesso, però, può succedere che a turbare la relazione tra i due ci sia un terzo. La presenza di questo personaggio - maschile o femminile che sia - può essere in alcuni casi soltanto una tentazione, come quella rappresentata da Marilyn Monroe in Quando la moglie è in vacanza (1959) di Wilder, in altri può trasformarsi nell’oggetto del desiderio, come avviene quando Hugh Grant, inQuattro matrimoni e un funerale (1994) di Mike Newell, indeciso tra due fidanzate, finisce per preferire una terza, più spigliata e disinibita, interpretata da Andie McDowell. La vicina di casa, interpretata da Marilyn Monroe, scopre di avere caldo: Quando la moglie è in vacanza (1959).
In quali ambienti si svolge? La commedia si immerge nella vita quotidiana e racconta storie comuni a molti esseri umani. Proprio per questo non c’è un contesto privilegiato in cui tali storie vengono ambientate. Piuttosto, proprio perché tratte da una quotidianità, possono essere condizionate dal luogo in cui il film viene realizzato. Ciò malgrado è possibile rinvenire alcune scenografie preferite. Tra queste sicuramente va annoverata la città, spesso molto grande, che fa da cornice all’incontro amoroso e che spesso assume anche funzioni psicologiche, divenendo con i suoi ritmi, le due dimensioni, il suo traffico caotico, un elemento impeditivo del legame. In alcuni casi, invece, il luogo della commedia è un paese straniero, un “altrove” geografico in cui viene spostata la narrazione. In questo caso, il supporto scenografico è proprio di carattere narrativo, in quanto fornisce alla storia occasione di equivoco, spesso dovute alla diversa lingua o ai diversi costumi. |
||||
| VERIFICA LE TUE CONOSCENZE |
| 22/10/08 | |