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Fantascienza

Come si riconosce?
La fantascienza è un genere cinematografico caratterizzato dall’ambientazione in mondi lontani o futuri che spesso rappresentano la meta ultima di un lungo viaggio. Tale propensione a uscire dalla quotidianità fa della fantascienza il genere più adatto a cogliere in profondità le paure che si annidano nell’inconscio collettivo del pubblico. Il futuro, infatti, diventa il tempo in cui proiettare le ansie che la comunità vive nel presente, il pretesto con cui interrogarsi su quanto il domani riservi all’uomo. E forme di vita in arrivo da mondi lontani diventano proprio la proiezione di tale paura.

La Guerra dei mondi, ennesima rilettura cinematografica, realizzata da Steven Spielberg nel 2005, di un romanzo risalente al lontano 1898. In questo caso la paura del personaggio interpretato da Tom Cruise è di trovarsi in una società in disfacimento e compromessa in particolare rispetto ai momenti di aggregazione. Il confronto con gli alieni farà ravvedere le persone, facendo riscoprire antichi valori e senso della vita.



Come si realizza?

La fantascienza è un genere fortemente influenzato dalla tecnologia e dalla scoperta di sempre nuove soluzioni con cui realizzare mondi fantastici o i personaggi che da essi provengono. Ma se la tecnologia è lo strumento per alimentare il genere dal punto di vista figurativo, alla fine lo diventa anche da quello narrativo. Il toccare con mano il progresso scientifico e le crescenti possibilità che offre, porta necessariamente un filone importante del genere a interrogarsi sul senso di tale progresso e sul tipo di sviluppo che riserverà agli uomini. Questo dialogo tra le infinite possibilità della scienza e i dubbi dell’animo umano finisce per condizionare anche le modalità di realizzazione dei film del genere. Le scene che esprimono il primo concetto si svolgono in ambienti esterni e quindi si affidano a inquadrature vaste, a campi lunghissimi con cui dare il senso spaziale più ampio possibile. Le scene invece più concentrate sugli aspetti introspettivi calano l’azione all’interno di ambienti chiusi, in territori privi di vita, in navicelle spaziali alla deriva. E quindi la macchina da presa si riavvicina all’uomo per cogliere da vicino le sue ansie e le sue paure. Il film di fantascienza trasporta nel futuro e in mondi lontani paure e ansie che l’uomo vive nel presente. Orson Welles, eccezionale regista americano attivo intorno alla metà del Novecento, ancora ventitreenne, dimostrò (involontariamente) quanto le paure verso possibili minacce extraterrestri fossero concrete. Nell’ottobre del 1938 adattò, trasformandolo in una radiocronaca, il contenuto di un riuscito film di fantascienza, comeLa Guerra dei Mondi di H.G.Wells. Quando mandò in diretta radiofonica il risultato del suo lavoro, gli ascoltatori furono presi dal panico credendo che la trasmissione fosse reale. Lo stesso Welles ebbe a dire: «Furono le dimensioni della reazione a essere sbalorditive. Sei minuti dopo che eravamo andati in onda le case si svuotavano e le chiese si riempivano; da Nashville a Minneapolis la gente alzava invocazioni e si lacerava gli abiti per strada. Cominciammo a renderci conto, mentre stavamo distruggendo il New Jersey, che avevamo sottostimato l'estensione della vena di follia della nostra America».
L’episodio, peraltro, lasciò profonde tracce nell’immaginario collettivo americano. Il regista Woody Allen, nel 1988, all’interno di Radio Days raccontò la vicenda di una sua zia che mai aveva ricevuto corteggiamenti. Il caso volle che, proprio la prima sera in cui un uomo si decise a portarla fuori – situazione mostrata da questa foto – mentre erano in auto con la radio accesa, lui ascoltò l’annuncio di Welles, uscì di corsa dal veicolo e scappò a gambe levate. E non si vide mai più…

Quali personaggi utilizza?
Il personaggio-simbolo della fantascienza è l’alieno. La sua rappresentazione non è sempre univoca: - in alcuni casi è un personaggio positivo, una razza superiore che funge da specchio per quella umana, facendola apparire incapace di sfruttare fino in fondo le proprie conquiste scientifiche. In alcuni film, addirittura, può succedere che gli scienziati più illuminati scelgano di rimanere con gli alieni, proprio riconoscendoli un modello da imitare; - il più delle volte, invece, assume varie connotazioni negative, un essere sconosciuto che spaventa in quanto diverso, una creatura aggressiva, intenzionata a invadere il pianeta Terra.

L'immagine mostra un esempio di come siano stati rappresentati gli alieni: il personaggio è Yoda di Guerre Stellari (1977).



Il regista Tim Burton ha in parte ironizzato, in Mars Attacks (1996), su questa schizofrenia del cinema nel rappresentare gli alieni. Nel film infatti, realizzato alla metà degli anni Novanta con uno stile anni Cinquanta, l’arrivo dei marziani viene accolto in maniera illuminata e pacifica. E inizialmente sembra che anche gli alieni siano disposti a un dialogo costruttivo. Poi, però, una colomba lanciata in aria durante la cerimonia di accoglienza viene male interpretata dagli stessi marziani, che tirano fuori le armi e causano una strage.

Negli anni, poi, in particolare con Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977) di Steven Spielberg, l’alieno ha assunto anche sembianze romantiche, divenendo una creatura innocua e amorevole. Mentre in E.T. (1982) prendeva il volto dagli occhioni languidi di un povero essere che aveva perso la strada del ritorno a casa e che trovava una forma di solidarietà né negli uomini, né nei suoi simili, ma soltanto nell’innocenza dei bambini.

C’è poi tutto un filone di film fantascientifici, in cui il progresso scientifico ha prodotto frutti talmente evoluti, da generare macchine perfette che si ribellano al suo creatore. Personaggio tipico di questa tipologia è il cyborg, un organismo elettronico rivestito di tessuti umani, che viene realizzato dalle stesse macchine perlopiù per eliminare definitivamente l’uomo. Esempi in tal senso si rinvengono nei due Terminator (1984 e 1991) realizzati da James Cameron o in Robocop(1987) di Paul Verhoeven.
Infine, tra i personaggi del genere va ricordato anche il computer o in generale la macchina. La sua funzione a livello narrativo è analoga a quella svolta dall’alieno e in parte dal cyborg: in alcuni casi, infatti, è uno strumento evoluto che permette conquiste altrimenti irraggiungibili, come nel caso di Incontri ravvicinati del terzo tipo, in cui serve per trasformare la musica in un linguaggio universale comprensibile anche dagli alieni; in altri, è la conseguenza del progresso che si ribella a chi l’ha creata, come avviene in 2001: Odissea nello spazio (1968) di Stanley Kubrick si ribella a due astronauti che, essendosi accorti di un suo errore, sono intenzionati a spegnerlo.

In quali ambienti si svolge?

Tre possono essere considerate le ambientazioni preferite dal genere:
- l’astronave spazialee, vale a dire il mezzo di trasporto che conduce in un altrove lontano, ma anche il luogo che racchiude in sé tutto quanto di più avanzato l’uomo abbia concepito e realizzato. Ecco allora l’astronave Discovery di 2001: Odissea nello spazio di Kubrick, ricostruita come un ambiente ricco di tante apparecchiature sofisticate, di tanti dettagli, da attirare da sola l’attenzione dello spettatore;

- i pianeti degli altri, vale a dire i luoghi in cui si spinge l’uomo, in cui entra a contatto o spesso in conflitto con esseri alieni. È ovvio che questi luoghi hanno subito una trasformazione proprio in conseguenza delle missioni spaziali dell’uomo. Se infatti inizialmente erano i pianeti della nostra galassia e poi sono divenuti quelli di alter galassie, in anni più recenti hanno preso le forme di luoghi immaginari, sempre più distanti; - la Terra di domani, vale a dire una rappresentazione del nostro pianeta in un futuro più o meno lontano. Questo tipo di ambientazione in genere serve per mettere in guardia su alcuni processi del presente, giudicati dannosi per la stessa sopravvivenza umana. Così ci sono film come The day after (1983) di Nicholas Meyer, ambientato all’indomani di un conflitto nucleare, o come 1997 - Fuga da New York (1981) di John Carpenter ambientato in una città caotica, trasformata in una prigione e invasa dalla violenza e diretta evoluzione della condizione delle moderne metropoli. Un’ambientazione molto simile, in termini di traffico e di inquinamento, presenta pure Blade Runner(1982) di Ridley Scott.

Alcuni link utili: Radiocronaca originale della Guerra dei mondi (1938); iLa guerra dei mondi (2005);;Guerre stellari (1977):2001: Odissea nello spazio(1968); ET (1982); Blade Runner(1982) .

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