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LA SCENOGRAFIA

Che cos’è una scenografia?

La scenografia è lo spazio del film inquadrato dalla macchina da presa, all’interno del quale si muovono i personaggi interpretati dagli attori. Questo spazio, quindi, fa da cornice all’azione, ma è anche dotato di notevoli potenzialità espressive.

Come si realizza?

La scenografia può essere realizzata fondamentalmente in due modi:
- scegliendo un contesto reale che asseconda quanto indicato sulla sceneggiatura;
- attraverso un apposito allestimento realizzato per il film all’interno di un teatro di posa. Se si sceglie la prima strada, si procederà a una serie di sopralluoghi che hanno lo scopo di individuare lo spazio più idoneo, da adattare in relazione alle esigenze della narrazione. Per esempio, se la storia del film è ambientata alla fine dell’Ottocento sarà necessario non fare entrare nell’inquadratura oggetti dei nostri giorni (antenne televisive, insegne dei negozi, ecc).

Una scena di Camera con vista (1985) di James Ivory. Il film racconta una storia d’amore tra due giovani inglesi (gli attori Denholm Elliott e Helena Bonham Carter) sbocciata a Firenze nei primi anni del Novecento. A questo scopo nelle scene girate in città è stato eliminato tutto ciò che è successivo a questa data. In questa immagine, per esempio, in cui i due innamorati stanno parlando affacciati a una finestra con vista panoramica, sono state coperte le antenne televisive.



Se si batte la seconda strada, prima di realizzare le costruzioni che fungeranno da scenografia, si preparano dei progetti, via via adattati o modificati, che prendono il nome di bozzetti (1;2).
Spesso, poi, per ragioni pratiche o economiche, si può ricorrere a modellini, vale a dire a spazi scenografici creati con dimensioni molto ridotte rispetto a quelle reali, ma che appariranno “normali” una volta inquadrati dalla macchina da presa. Tale soluzione sarà opportuna, per esempio, quando una piazza viene inquadrata senza la presenza di figure umane o di oggetti di grandezza reale. Le moderne tecnologie digitali, inoltre, permettono di creare scenografie virtuali, ricorrendo per esempio alla sovrapposizione di più immagini. È possibile, cioè, realizzare una prima immagine in cui appaiono gli attori che recitano all’interno di un teatro di posa e poi sovrapporla a una seconda immagine, girata in un altro momento, in cui appare lo spazio scenografico nel quale si vuole ambientare la scena.
Anche se la più virtuale delle scenografie è quella utilizzata in Matrix di Andy e Larry Wachowski (1999) un film in cui la realtà è elaborazione delle macchine che hanno preso il sopravvento sull’uomo.
Infine, bisogna precisare che in alcuni casi lo spazio filmico può non coincidere né con uno spazio reale, né con un allestimento appositamente realizzato, ma essere piuttosto il risultato di un accostamento (montaggio) di due immagini realizzate in tempi e luoghi diversi, che una volta proiettate in continuità danno l’impressione di essere un unico spazio. Se per esempio una prima inquadratura mostra un signore che, mentre cammina, avendo alle spalle la basilica di San Pietro, volge lo sguardo verso l’alto e, quindi, in un’inquadratura successiva appare l’orologio della torre di Londra, si avrà l’impressione che il personaggio del film stia camminando su una piazza che ha su un lato il monumento vaticano e sull’altro quello londinese.

A che cosa serve?

Tra le tante funzioni che può svolgere la scenografia due appaiono essenziali: la narrativa e la psicologica. La scenografia narrativa, che è anche la più naturale, può assumere due caratteri:
- uno esplicativo, nel senso che fornisce informazioni per la comprensione di alcuni elementi della storia. Inserire un personaggio all’interno della sua casa, mostrare gli arredi e i suoi oggetti privati, per esempio, può servire per fornire allo spettatore una serie di informazioni utili sulla sua vita privata, presente e passata. Alcuni ritagli di giornale che parlano del personaggio come un artista geniale, per esempio, possono spiegare il suo carattere estroso e intuitivo.
- un secondo allusorio, nel senso che suggerisce o anticipa sviluppi successivi della storia. Il viale alberato poco illuminato e inondato da una pioggia scrosciante può antipare l’esito del primo appuntamento amoroso, verso cui il personaggio si sta indirizzando.
Lascenografia psicologica è quella che asseconda e rispecchia lo stato d’animo di un personaggio. Una spiaggia assolata con alcuni ragazzi che giocano spensierati potrebbe essere un ambiente ideale per esprimere lo stato d’animo di uno studente che ha terminato la scuola. Ma è ugualmente psicologica quella scenografia che gioca di contrarietà, nel senso fa maggiormente risaltare loo stato d’animo di un personaggio esprimendo un clima opposto, di avversione a quello che questi sta vivendo. Un uomo sconsolato e afflitto apparirà ancora più triste se si trova a vivere questa condizione camminando per le strade di una città in cui tante persone spensierate stanno festeggiando il capodanno.

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