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La scenografia

Se il laboratorio si avvale della presenza di un regista, la scenografia sarà ovviamente decisa da lui, poiché questo aspetto tecnico è parte integrante della “lettura” globale dell’opera che si sta allestendo. I registi, inoltre, hanno spesso contatti con diverse compagnie teatrali e, quindi, sarà abbastanza semplice procurarsi una scenografia professionale vera e propria. Se invece l’insegnante vuole cimentarsi in questo ruolo direttivo, dovrà anche pensare all’allestimento scenico. Nel caso di opere classiche del teatro greco, un anfiteatro è l’ideale cornice e non necessita di altri elementi scenografici. In tutti gli altri casi, invece, bisognerà procurarsi un minimo di scene, anche se rudimentali. Generalmente è necessario un fondale, che nella maggior parte dei casi è bene sia di un colore che non interferisca con i costumi di scena. Per esempio, se i costumi di scena sono neri o bianchi, è assolutamente da evitare un fondale dello stesso colore; inoltre, se la scenografia non necessita di un particolare tipo di fondale, è consigliabile sceglierne uno semplice, di tonalità non accesa.

Rinaldo e Ferraù a duello: antico fondale teatrale.



Qualora sia necessario creare artigianalmente un fondale, si possono coinvolgere i ragazzi più dotati dal punto di vista manuale ed artistico. Un pezzo di stoffa della grandezza necessaria è sufficiente e, per colorarlo, si possono usare sia i colori lavabili che si usano per tinteggiare le pareti degli appartamenti (metodo più economico), oppure gli appositi colori per tela che si trovano in commercio (più costosi). Creare un fondale non a tinta unita ma con immagini richiede, ovviamente, più tempo e lavoro. Nel caso, un buon metodo può essere quello di fare una fotografia dello sfondo che serve (qualora lo sfondo sia, per esempio, naturale) e farlo riprodurre in scala ai ragazzi, magari con l’aiuto di altri insegnanti disponibili a collaborare.

Una foresta, un cielo o un qualsiasi altro paesaggio può essere fotografato e, successivamente, riprodotto in scala su una stoffa…


Per quel che riguarda invece la parte scenografica che consta di mobili e oggetti vari, può essere necessario affidare il ruolo di trovarobe (vedi "sezione ruoli") a uno dei ragazzi: fatta la lista degli oggetti che servono, il trovarobe, in accordo col regista, può cominciare a guardarsi intorno, chiedere ad altri ragazzi, girare per mercatini dell’usato, aste parrocchiali, case di amici e conoscenti disposti a prestare qualche oggetto.

Le luci
Le luci sono un elemento fondamentale per uno spettacolo teatrale, tanto che di solito è il regista ad istruire il tecnico delle luci sull’illuminazione del palco e degli attori. Le luci, infatti, possono servire non solo ad illuminare la scena, ma anche a sottolineare alcuni passi dello spettacolo, a renderli più o meno significativi. L’illuminazione è, spesso, parte integrante della messa in scena. Se assistiamo ad uno spettacolo (o ad un’azione) corale, le luci dovranno essere infatti piuttosto omogenee, in modo da illuminare nello stesso modo tutta la scena. Ma se, ad un certo punto della rappresentazione, un personaggio acquista un’importanza particolare al di là della recitazione vocale, le luci possono sottolineare questo passaggio. L’occhio di bue, per esempio, è un fascio di luce che va ad illuminare un solo personaggio, lasciando in penombra gli altri. In una scena, di solito, questo effetto luce sottolinea alcune situazioni drammaturgiche:
a)il personaggio sta recitando un monologo interiore (che quindi gli altri, dal punto di vista scenico, non sentono);
b) l’azione del personaggio è, in quel momento, prioritaria rispetto a quella degli altri;
c)il personaggio è — o si sente — in una situazione emotiva particolare, per esempio si sente solo, estraniato dagli altri, diverso. Dal punto di vista drammaturgico, quindi, l’occhio di bue può essere paragonato ad un primo piano cinematografico, che indulge su un determinato personaggio per metterne in luce un’emozione, una reazione.
Il teatro, che al contrario del cinema non si avvale di riprese, sottolinea spesso la centralità di un personaggio o di una scena attraverso le luci. Per far questo, il regista, insieme al tecnico delle luci, progetta il piano luci, cioè lo schema delle luci per tutto lo spettacolo.
Chi è digiuno di aspetti che, come questo, sono molto tecnici, può ovviamente progettare un piano luci semplice, essenziale, che non richieda né particolari espedienti né effetti speciali. Ovviamente,più semplice sarà la messinscena, meno complicazioni si avranno.

Edith Piaf (1915 - 1963), nei suoi spettacoli, vestiva sempre di nero ed era illuminata da un occhio di bue fisso. L’intensità delle sue interpretazioni era rafforzata da questo tipo di illuminazione che, d’altra parte, sottolineava involontariamente anche la solitudine e la fragilità di una donna realizzata sul palco ma fortemente provata dalla vita.



I costumi
I costumi teatrali professionali non sono, generalmente, vestiti di uso comune. Per esempio, nelle rappresentazioni che richiedono molteplici e veloci cambi d’abito, i costumi sono, di solito, chiusi da una parte con una striscia di velcro, in modo da non perdere tempo nello sbottonare o sfilare gli abiti. In questa sede, tuttavia, è evidente che non avendo a disposizione una sartoria teatrale, ci si dovrà industriare a reperire abiti normali o a ricavare costumi da altri capi di abbigliamento. I punti fondamentali da tenere presenti, in ogni caso, sono i seguenti:
a) i costumi devono essere congruenti con l’epoca e lo stile della rappresentazione;
b) è bene evitare la contemporanea presenza di colori forti che possono dare la complessiva sensazione di “un’arlecchinata”; a meno che il colore del costume non rappresenti metaforicamente altro (un sentimento, un carattere, uno stereotipo,etc.) è assolutamente da evitare di accostare sul palco un attore vestito di rosso, per esempio, con uno vestito di verde;
c) quando i costumi non stanno a simboleggiare nulla sul piano drammaturgico, è comunque consigliabile evitare colori accesi, poiché in questo caso il colore forte attira l’attenzione dello spettatore su questo o quel personaggio;
d) di conseguenza, colori pastello o “spenti” (come il blu scuro, il marrone, il beige, etc.) sono da preferire; inoltre è bene prediligere la tinta unita ed evitare i tessuti fantasia. Chi avesse esigenze particolari può comunque rivolgersi alle numerose aziende che noleggiano costumi teatrali. Per trovare quello più vicino al luogo in cui ci si trova, è sufficiente collegarsi ad Internet e digitare, nel motore di ricerca, le parole “costumi teatrali noleggio + nome del luogo”.

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