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Aspetti tecnici

L’illuminazione, il mixer audio, le luci

Per fare teatro in economia è sufficiente avere un palco attrezzato e delle seggiole. Ovviamente, se il luogo è all’aperto e/o non attrezzato, bisognerà procurarsi un gruppo elettrogeno per le luci e l’amplificazione ma… servirà anche chi sa usare questi strumenti in modo professionale. Quindi, per evitare spese inutili, perdite di tempo e incidenti di percorso, il nostro consiglio è di rivolgersi ai numerosi professionisti del settore sparsi per tutta la penisola. Trovare servizi di questo tipo è piuttosto semplice, tramite Internet: basta digitare, nel motore di ricerca, queste parole chiave “nome del luogo in cui ci si trova o prossimo centro più grande (esempio: se siamo a Porto Recanati, possiamo estendere la ricerca ad Ancona o Macerata), service audio luci”. Le pagine dei risultati forniranno i nomi delle maggiori ditte che offrono questo servizio che, spesso, comprende anche l’affitto di un palcoscenico, qualora se ne sia sforniti.Naturalmente, qualora uno degli allievi sia in grado di gestire un mixer audio-luci, il materiale può essere reperito, oltre che dai fornitori specializzati, anche in modo più economico sul web.

Ecco un semplice teatro: un palco attrezzato e delle seggiole.



La voce, l’amplificazione

L’aspetto vocale, invece, è più semplice da pianificare: se lo spettacolo si tiene in un luogo chiuso, è possibile fare a meno dei microfoni che, invece, diventeranno necessari in una rappresentazione all’aperto. Anche in questo caso, non bisogna comunque sottovalutare particolari che, nelle normali circostanze della vita, non teniamo in particolare considerazione, come la necessità di controllare l’emissione vocale. In un luogo chiuso come il teatro, infatti, l’attore deve essere chiaramente udibile anche nelle ultime file: questo richiede un allenamento vocale e la capacità di modulare il tono di voce a seconda che la scena richieda un intervento urlato, stentoreo, normale o sussurrato. Per alcuni potrebbe essere difficile controllare l’emissione vocale e/o l’accento dell’area geografica di appartenenza. A questo proposito segnaliamo alcuni manuali che l’insegnante potrà eventualmente consigliare agli allievi interessati o desiderosi di approfondire le tecniche d’uso della voce:
•Sofia Mariuccia, Manuale di educazione della voce. Tecniche ed esercizi per l'uso consapevole della voce, Hermes, 2000.
•Guido Bocci, Incontrare la voce. Manuale di grammatica teatrale. Fonetica, pronuncia, dizione e recitazione, Bastogi Editrice Italiana, 2002.
•Anna Maria Romagnoli, La parola che conquista. Manuale di pronuncia e dizione per i «professionisti della parola» (corredato da CD Audio), Mursia, 2006.

La voce, si dice, è uno strumento che va allenato (e gli insegnanti ne sanno qualcosa…) quindi, per i non professionisti, la recitazione può provocare problemi di vario genere come afonia, respiro corto, mancanza di tenuta della voce; a questo proposito consigliamo di scaricare il file allegato qui sotto.Un pdf con 50 esercizi di ginnastica fonatoria del professor Angelo Morandi, uno strumento pensato per chi studia canto lirico ma utile anche per chi, per professione, deve parlare più di altri (recitazione, conferenze, insegnamento, etc.). Gli insegnanti potranno eventualmente stamparlo per gli allievi che, secondo loro, hanno più problemi di tenuta vocale.
Per le rappresentazioni all’aperto, nel settore teatrale, si usano i radiomicrofoni a spillo, oppure i microfoni panoramici, in modo che gli attori possano muoversi e recitare liberamente, senza essere condizionati da un microfono ad asta o dal radiomicrofono manuale (gelato). In questo caso sono necessarie prove con il tecnico del suono per tarare ogni microfono sulle particolarità vocali di ognuno degli attori.

Il cantante ed attore Massimo Ranieri durante un’esibizione. Il radiomicrofono a spillo consente, a coloro che si esibiscono, di poter essere amplificati potendo muoversi liberamente sul palco.



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