| La scelta del testo
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Un testo classico, moderno o inedito? Pro e contro della scelta
Naturalmente in questa fase l’insegnante ha due opzioni principali: 1) scegliere direttamente il testo sulla base delle proprie considerazioni personali, dei propri gusti, della propria esperienza; 2) proporre al gruppo una rosa di titoli tra i quali scegliere. In quest’ultimo caso, si consiglia, per comodità, di restringere la scelta ad un massimo di quattro, cinque titoli. Inoltre la scelta del testo da rappresentare dovrebbe tener conto di alcuni fattori tecnici, oltre che delle problematiche legate ai tempi della didattica e della programmazione. La scelta di un testo edito Portare in scena un testo conosciuto, col quale confrontarsi anche attraverso la visione diretta dell’opera rappresentata da compagnie di professionisti (a teatro, in cassetta o in dvd) è la scelta più consigliata, poiché permette di basarsi su un materiale noto e già ampiamente sperimentato. Naturalmente, a parte le personali preferenze di insegnante e gruppo, sarà necessario tenere conto di alcune variabili: a) se si sceglie un testo con numerosi interpreti, questo permetterà il coinvolgimento di un maggior numero di ragazzi nella rappresentazione vera e propria; b) se si sceglie un testo con pochi interpreti, questi dovranno essere particolarmente valenti, dato che tutta l’attenzione del pubblico sarà concentrata su di loro; c) se si sceglie un’opera non contemporanea, si dovrà mettere in conto - nell’economia generale della rappresentazione - la necessità di reperire o addirittura produrre artigianalmente i costumi e le scene. Quest’ultima scelta, sebbene più complessa e laboriosa, potrebbe tuttavia essere un’occasione speciale e divertente per coinvolgere altri elementi della scuola, specie quelli più dotati di abilità artigianali; d) oltre ai sopra elencati punti, non dimentichiamo due importanti fattori che potrebbero essere di notevole motivazione per la classe: il divertimento o l’impegno. Se la classe è più orientata ad allestire un’opera che possa divertire il pubblico e gli stessi attori, si potrà optare, per esempio, su una commedia di Goldoni, di Moliere, di Shakespeare; se, al contrario, la classe è più interessata a tematiche più impegnative, esistenziali e/o psicologiche, si potrà optare per un’opera di Pirandello, di Cechov, di Ibsen o di Tennessee Williams, tanto per citare alcuni degli autori più noti. e) L’insegnante, ovviamente, dovrà considerare attentamente anche l’indole dei ragazzi prescelti per il ruolo di attori che, a seconda dell’età, dell’abilità, della maturità e delle capacità espressive, potrebbero essere più idonei per rappresentare un certo genere piuttosto che un altro. Ovviamente l’insegnante può anche optare per una scelta più semplice, cioè quella di scegliere il testo a seconda della quantità e della qualità dei ragazzi aderenti al laboratorio. Questa opzione, specie per chi è alle prime armi, è sicuramente da preferirsi. ![]() La scelta di un testo inedito Portare in scena un’opera mai rappresentata può rappresentare una sfida troppo ardua per non professionisti e per chi di accinge al lavoro teatrale per la prima volta. Le sezioni seguenti, quindi, sono particolarmente raccomandate a professori che abbiano già maturato un’esperienza specifica negli anni precedenti e che vogliano tentare di unire il laboratorio teatrale ad un laboratorio di scrittura teatrale. Inedito scritto dagli studenti Rappresentare un testo inedito, magari scritto dagli alunni, può essere un’operazione interessante sul piano didattico e creativo, oltre che un’esperienza formativa che può notevolmente agevolare la coesione della classe (ma anche esasperarne eventuali conflitti o rivalità). Inoltre scrivere un testo teatrale richiede una certa perizia e la conoscenza di molte tecniche, da quella drammaturgica a quella linguistica. Si consiglia quindi di optare per questa scelta solo se l’insegnante stesso ha una notevole e personale esperienza in questo specifico campo (per esempio se l’insegnante stesso ha già scritto e portato in scena un’opera drammaturgica), in modo da poter essere una guida particolarmente autorevole per i ragazzi. Se si volesse sperimentare questa opzione, bisogna quindi tenere conto di alcune variabili: a) la scrittura del testo deve essere affidata a non più di due-tre persone; diversamente, la mancanza di esperienza, le differenti opinioni e le inevitabili conflittualità potrebbero rendere impossibile il raggiungimento dell’obiettivo; b) gli autori dovrebbero concordare in precedenza un copione o canovaccio, in modo da dare coerenza al testo; c) nel caso di una scrittura a più mani, gli autori devono concordare sullo sviluppo del canovaccio e su come caratterizzare i protagonisti; d) in ogni caso gli autori, per la loro inevitabile inesperienza, necessitano di una supervisione da parte dell’insegnante e del regista. Una volta scelta questa opzione, gli autori hanno davanti due possibilità: a) attribuirsi degli specifici compiti (per esempio prendersi in carico la scrittura di uno o più personaggi o parti dell’opera); b) scegliere il work in progress, ovvero un metodo di lavoro (scrittura) che richiede la contemporanea presenza degli autori, del regista e degli attori. Questo metodo, sperimentato soprattutto dalla drammaturgia contemporanea, consiste nell’intervenire continuamente sulle battute, sulla recitazione, sullo sviluppo della trama e sull’azione scenica a seconda del risultato ottenuto e delle idee maturate dagli autori in sede di prova. È evidente che questo metodo prevede un estremo spirito di collaborazione da parte di tutti, nonché una notevole perizia in materia. Ovviamente le due tecniche possono anche essere sperimentate insieme, affidando ad ogni autore specifiche funzioni. ![]() Come scrivere un testo teatrale Per scrivere un testo teatrale è necessario conoscere la differenza tra la scrittura destinata esclusivamente alla lettura e la scrittura teatrale. A questo proposito, si consiglia di avventurarsi nella stesura di un’opera drammaturgica solo ed esclusivamente se la classe o il gruppo ha già una certa dimestichezza con il genere teatro. Un testo teatrale deve, necessariamente, iniziare con la descrizione dell’ambiente che si andrà a rappresentare (un esterno, una casa, un ufficio, una scuola, una chiesa) e, nel nostro caso, è evidente che più l’ambientazione sarà semplice e unica, meno problemi si troveranno nella messa in scena. Un laboratorio teatrale, infatti, difficilmente può usufruire delle attrezzature e dei macchinisti capaci di trasformare una scenografia in pochi minuti. Sarà quindi opportuno orientare i ragazzi verso un’azione che si svolga in un ambiente solo e che, quindi, richieda un’unica scenografia. Inoltre, sarà opportuno tenere presenti le seguenti regole: a) anche se il testo è retto da un’idea di base o da una “poetica”, l’autore teatrale non esprime mai direttamente considerazioni, idee, interrogativi, dubbi o certezze. In altre parole, scrivere per il teatro significa far filtrare il proprio pensiero o la propria poetica solo ed esclusivamente attraverso l’ambientazione, le battute dei personaggi, le azioni e le note di regia b) le note di regia devono essere sempre scarne ed indicative, scritte tra parentesi. Per esempio, se vogliamo mettere in luce la tristezza di un personaggio, non dobbiamo scrivere: (Elisa, sentendosi delusa, pensa a come potrebbero essere andate le cose e sospira) ma (Elisa si lascia cadere sulla sedia, sospirando); naturalmente, i sentimenti e le emozioni dei personaggi devono essere interpretate e trasmesse da quell’insieme di segnali (battute, silenzi, azioni, posture, illuminazione, eventualmente musiche) che costituiscono le varie componenti di una messa in scena; c) non dimentichiamo mai che una rappresentazione teatrale non si regge esclusivamente sulle parole, ma anche sui silenzi e sulle azioni; le note di regia, in questo caso, sono fondamentali per comprendere ed esprimere gli stati d’animo degli interpreti; d)le battute dei personaggi devono essere il più possibile naturali, a meno che non si tratti di un monologo o di teatro dell’assurdo. A parte le eccezioni appena citate, un’opera teatrale tende a riprodurre situazioni di vita reale e, anche nel caso che un testo sia di genere grottesco, assurdo, nonsense, sono da evitare in particolare: 1) lunghi discorsi teorici, morali o pseudofilosofici, che tendano cioè ad esibire senza filtri il pensiero dell’autore su una certa materia; questo, oltre che ad essere anti-teatrale, può risultare noioso e pedante; 2) un linguaggio troppo specifico, cioè per esempio desueto, tecnico, gergale, ampolloso, generazionale; chi scrive un’opera aspira a farsi comprendere dal maggior numero di persone possibili. e) in sede di elaborazione l’autore non deve dimenticare che, se la scena prevede la presenza contemporanea di due o più personaggi, quando uno di loro si esprime verbalmente, gli altri interagiscono comunque con lui o tra di loro in qualche modo (parlando, sbadigliando, piangendo, scuotendo la testa, ridendo, ascoltando con attenzione, etc.). Per chi volesse approfondire le tecniche di scrittura teatrale, consigliamo la lettura di Scrivere per il teatro. L'idea iniziale, la stesura, la revisione del testo di Steve Gooch (Roma, Gremese Editore, 2004). Altro libro utile può essere quello di Jeffrey Hatcher, drammaturgo americano che ha lavorato anche per la televisione, firmando numerosi episodi del popolare telefilm Il tenente Colombo:Scrivere per il teatro. Teoria, tecnica ed esercizi (Roma, Dino Audino Editore, 2002). |
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