Maurizio Bettini - Luigi Salvioni     Tempora et mores   es. I,2
 
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Perché e quando si deve salutare

   Questo esercizio ripropone quello che si trova alle pagine 4 e 5 di Tempora et Mores. Leggi molto attentamente il testo e la traduzione. Questa scomparirà quando comincerai a scrivere nelle caselle il significato degli avverbi e delle sequenze proposte, per riapparire solo alla fine.
    Hai a disposizione tre tentativi per ogni risposta. Per controllare le risposte puoi premere il tasto "Invio" ogni volta, o anche dopo una serie di risposte. I tuoi risultati appariranno nelle caselle in alto, la percentuale sarà visibile anche nella barra di stato (in basso a sinistra).

 

Non tèmere docet quidam, ut salutèmus libénter. Comis enim et blanda salutàtio saepe concìliat amicìtiam, inimicìtiam diluit: certe mutuam benevoléntiam alit augètque. Quidam usque àdeo sunt, ingénio agresti, ut vix salutàti resalùtent.

Sàlve pater, salve matèrcula,
matèrtera salve, avia mea,salve
salve mi frater, salve multum, mi pàtrue
salve dulcìssime nepos; salve praecèptor observànde

Urbanitàtis est, salutàre obvios, aut eos, qui nos àdeunt, aut quos àdimus ipsi colloquèndi gratia. Item coenàntes, oscitantes, singultientes, sternutantes, tussientes. In ructu salutare, hòminis est plus satis urbani.
 

"Non a torto sostiene qualcuno che dobbiamo salutare con piacere. Infatti un saluto cordiale e accattivante spesso favorisce l'amicizia e dissolve l'inimicizia; e in ogni caso alimenta e fa crescere la scambievole simpatia. Alcuni sono a tal punto dei villanzoni e di carattere tanto agreste che fan fatica anche a rispondere quando vengono salutati:

"Salve padre", "Salve mammina", "Ciao zia",
"Salute, fratello mio", "Nonna mia, salve", "Stammi bene, zio",
"Ciao, nipotino dolcissimo", "Salute, maestro venerabile".

E' segno di cortesia salutare quelli che ci vengono incontro per via o coloro che ci si presentano, o coloro da cui ci rechiamo noi per un colloquio. Allo stesso modo vanno salutati i commensali, quelli che sbadigliano, singhiozzano, starnutiscono, tossiscono. Nel caso di un rutto [o altro di simile] salutare è più da spiritosi di quanto basti."

tèmere
non tèmere
libènter
saepe
cèrte
àdeo
ìtem
sàtis
et saepe
aut saepe
aut libenter aut vix
conciliatque amicitiam
aut avia aut matertera
blandaque salutatio
alit et auget
non satis
nepos praeceptorque
itemque
aut comis aut agrestis

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